Sprufumo de Londra... anzi, pŔsta!

(cume campa 'n ancunetano senza le concule)

a cura de LisÓ (al zzeculo Alex Acuroni)

 

ę Alessandro Accoroni & AnconaNostra


Repurtage:

"Londra, 7 lujo 2005"

 

Questo Ŕ 'n pezo uriginale che LisÓ ha scrito per j amichi de AnconaNostra

 

FOTO DI ALESSANDRO ACCORONI - 7 lug 2005NtÚ sta giornata che viene via via gia supranominata "el nain eleven" de Londra, avevo preso come sempre la metrupolitana ala staziˇ de West Brompton, lignea District. Ore oto e cinquanta, vedo un treno che 'speta fori dala staziˇ.

Porca baca, cuminciamo cui ritardi, me digu. Dal tabelˇ 'letronigo scumpare le scrite dej arivi. Cojˇ, gia' penzavo, sara' na giurnata longa.

Stu treno finalmente ariva, monto su, emo da fa un tunel pr'arivÓ a 'st'altra staziˇ (Earls Court), ce fermamo. Dieci minuti, el cundutore ce dice 'ntÚ l'altuparlante che c'Ŕ un guasto de l'eletricitÓ e c'Ŕ' prublemi su tute le lignee. A singhiozo arivamo a Gloucester Road, ndˇ anuncia ch'emo da calÓ gi¨ tuti, nun c'Ŕ un zolo treno che va in tuto el zistema dela metrupulitana de Londra, - PiÚ el "tranve" - (bus - ndr).

Coda solo pr'uscý da la staziˇ: almeno cinque minuti ľ e na volta fori, autobusse stracarighi, tÓchesi pieni. Cavalo de Sant' Antˇ pre tuti, a piedi, rivo finu a Green Park, 'ndˇ che beco un tÓchesi che scarigava una pasegera.

Monto su, digo ľ Me porta a Warren Street? -

Lu' me risponde che ce pruverÓ, ma c'Ŕ 'n bel po' de trafigo.

Digo ľ MbŔ stu problema de l'eletricitÓ? Cusa dice el nutiziario? -

Lu risponde che sta storia de un'impruviso inalzamento de l'eletricitÓ che racontane ntÚla radio nun ce crede; spiega cun raziucinio che ogni cinque metri c'Ŕ un zistema de scariga pre ste evenienze, nun ce crede.

Dice - Segondo me Ŕ sucesso qualcosa de pegio. -

Arivamo a Warren Street molto prima de quel che me spetavo. Rivo al lavoro, la radio ha giÓ dato nutizie de bombe esplose in citÓ: una a Russell Square. E n'Ŕ 'ndˇ che ce lavora el padrigno dela dona mia? Digo al segretario che vago gi¨ a vÚde, I pazienti mii hane chiamato per dý che nun ce la fÓ a veni su.

Vago gi¨ per Gower Street, s'incumincia a vÚde un cordˇ de pulizia che bloca la strada verzo el centro. Nun c'Ŕ segnale sul talefuný, provo a chiamÓ mi madre, le fiole, la dona, mi surela che vive quass¨: gnente, sempre ucupato.

Un muratore me dice che nun ci˛ manco da pruvÓ, che le lignee nun funziona. Pio na via traverza, passo dietro al'Universty College London. Un capanelo de gente ľ muratori, scupini, studenti, lavuratori d'uficio ľ ascolta un radiogiurnale trasmesso da l'autoradio del camio dei muratori. C'Ŕ la cunferma dele bombe, che ene parechie. 

Un altro paro de metri e rivo a Russell Square, con curdoni de la pulizia proprio a metÓ. Cerco de rivÓ pi¨ vicino al punto, Tavistock Place, 'ndˇ che la bomba sul'autobusse Ŕ esplosa (se dice su un double decker). La pulizia me rimanda indietro, calma, urganizata, ma inflessibile. Nun c'Ŕ pÓnigo, ma 'n zilenzio inaturale ntÚ l'aria, e sirene. Fago 'n po' de futugrafie e 'n paro de videi cul talefuný penzando de mandali a Sauro, ma ariva un urlo de la pulizia de ndÓ via, vedo artificeri in nero cui caschi e curaze che s'avicina dala parte curdonata verzo l'epicentro dela bomba. Io svigulo. El padrigno sta bŔ: manco aveva sentito el boto (cul ciamboto!).

L'University College Hospital Ŕ vicino ala strutura sanitaria ndˇ che lavoro io. Naturalmente el pronto sucorso del UCH Ŕ el posto piu' logico ndˇ i feriti de Tavistock Place li p˛lene purtÓ. Ce vago. C'Ŕ un curdˇ perfeto de pulizioti in burghese e in divisa che ce ferma, riva tre 'mbulanze, uno dei pulizioti me manda via. Vedo dutori in camige che richiamati da l'uspedale ariva ala spiciulata e viene perquisiti meticulosamente dala pulizia. Me surprende, ene in camige: ma questi fane el mestiere de loro senza guardÓ in facia a nisciuno, cuntrola targhete e permessi.

Torno al lavoro strunato. La giurnata nun passa mai. I telefuni nun funziona, finalmente ale undici mi madre risponde, piagne, me dice: - Alessandro mio sei vivo, cule fiole, tu surela, ste bŔ? -

La rasciguro, ma el penziero che mi surela che adesso Ŕ a Parigi pudeva esse vicina al'epicentro de la bomba me strigne el core. E po' penzo pure che tuti i merculedý io 'ndavo a un corzo de perfeziunamento e da Tavistock Place ce passavo cui coleghi mii.

Vuria avece la voja de fa discorzi pulitighi o murali, de cundana, de speranza, de curdojio.

Me viŔ solo el penziero dei amici luntani d'Itaglia che m'hane chiamato pre sentý s'ero vivo, de le fiole che m'ha dato colpi de talefuno a ripetiziˇ, ogni volta dicendo: - El zapemo che stai bŔ, ma vulemo sentitelo di' n'antra volta. -

De quei pulizioti calmi ma inflessibili, le ambulanze che parchegiava lente: e io che de l'NHS pure fago parte, ogi me so sentito l'omo piu' inutile de la tera.

 

Alessandro Accoroni

Londra, 7 luglio 2005

Stu pezo LisÓ l'ha mandato ala "Republica" che l'ha publicato sul zito web inzieme ai raconti dj itagliani a Londra

 

Lavoro (come psicologo nel' NHS) a poca distanza da Russell Square, ove mi sono recato per assicurarmi che un amico non fosse stato coinvolto dallo scoppio della bomba o bombe. La radio ci ha comunicato che erano esplose su dei "double-decker" bus vicino a Tavistock Place, una strada laterale che si diparte da Russell Square, che si trova vicino a Tottenham Court Road nel West End di Londra. Passando per vie traverse sono arrivato a non molta distanza dal punto dell'esplosione, che per˛ era completamente tagliato fuori da un cordone di polizia che all' improvviso a cominciato a farci arretrare con molta velocitÓ. Ho visto quelli che presumo fossero artificeri, in divise nere con casco protettivo e corazza per il corpo, avviarsi dietro al cordone.

L'amico per fortuna era illeso.

Davanti all' University College of London un capannello di gente ascoltava in un silenzio ferale un radiogiornale trasmesso dall'autoradio di un camion di muratori; gente vestita di fino mescolata ai muratori, studenti e scopini, impietriti ascoltando le notizie sia del massacro, che del disastro dei trasporti. Il messaggio: "restate a casa o in ufficio, non prendete nessun mezzo di trasporto".

Mi sono poi recato all' uscita del pronto soccorso dell'University College Hospital di Londra, anch'esso a poca distanza da Russel Square e quindi l'ospedale cui le vittime e i feriti logicamente sarebbero giunti. La Polizia bloccava entrambi gli accessi al pronto soccorso, perquisendo tutti i dottori che, richiamati da un piano di emergenza ben articolato, venivano - alcuni giÓ in camice blu - a prestare soccorso. Nel breve giro di qualche minuto, fino a quando mi hanno allontanato, ho visto tre ambulanze arrivare con il loro carico.

Al lavoro abbiamo ricevuto un circolare che ci proibisce di lasciare la struttura fino a nuovo ordine.

Tony Blair, impietrito e quasi incapace di parlare, in meno di cinque minuti ci ha detto quello che giÓ sapevamo: l'attacco che ci pronosticano dal 11/09/2001 Ŕ avvenuto.

Nel pub, di solito rumoroso, un silenzio attonito. I miei colleghi ed io siamo ritornati al lavoro ricevendo chiamate dei pazienti - noi e loro a chiederci prontamente se stessero bene, se alcuno dei loro cari fosse rimasto coinvolto.

Si sentono ancora ambulanze correre in sottofondo, in direzione dell' UCH. Una collega che Ŕ uscita mi dice che le strade qua attorno sono deserte.

Un'altra ha sentito lo scoppio alle 9:50 "Sembrava un tuono".

Una pioggerella lieve copre questa giornata di tempesta.

 

Alessandro Accoroni

Londra, 7 luglio 2005

 

 


 

 

Le foto de LisÓ (dal'alto):

  1. il cordone di polizia a Russell Square

  2. stazione TV/Media improvvisata vicino all' UCH

  3. dottore in arrivo all' UCH fermato da un poliziotto

  4. la scena fuori dal pronto soccorso dell' UCH - piantonato dalla polizia

  5. non lontano da Tavistock Place, il traffico scorre regolarmente dopo neanche due ore dall'esplosione


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