ÀZZIGA = uccello da richiamo in genere, ed in particolare la civetta - lusinga, allettamento, stimolo, incitamento, istigazione - dà l'àzziga, favorire apparentemente in un gioco l'avversario per poi superarlo e vincerlo (in particolare a carte o a biliardo) - eccitare una persona o un cane (per lo più il cane da caccia) BECURILU = il beccuccio di una brocchetta, ampolla, caffettiera o teiera - "cià 'l nasu che pare un becurilo" si dice di naso piccolo e grazioso - "è 'n bèl becurilo" si diceva di un uomo tradito dalla moglie ma una sola volta BOTARÒLU = l'odiato pescatore di frodo, che usa bombe rudimentali in superficie od in profondità, facendo strage di pesce CAZZACÀ = (è una delle nostre voci più antiche) - Contratto di locazione a canone bloccato, quasi simile a quello ad "equo canone" (legge del 1978) - Radice ebraica gazzagà (jus): nel 1559 Papa Pio IV, poiché gli ebrei non potevano possedere beni immobili, concesse loro il diritto (jus) di perpetuo inquilinato (gazzagà) con canone invariabile, onde evitare che il proprietario-locatore dell'immobile lo aumentasse continuamente a suo piacimento - Nu' stàgu a cazzacà, veniva detto da chi doveva corrispondere un elevato canone di locazione CIGAGNÒLU-ÒLA = persona dedita al bere (vino e altri alcoolici) - Es. "pròpiu 'na bèla famiglia! lu' sempre imbriàgu dùru, e lia 'na cigagnòla" CUCALE = uccello, gabbiano comune - sincope di crocàle - in buranello (vernacolo di burano) cucàl' CROCÀLE = uccello, gabbiano - probabile onomatopèa dal grido del volatile o probabile dalla lingua greca kroke (lido, come habitat del gabbiano) CUDERIZZO = coda - il còccige, l'ultima vertebra dei mammiferi - il sedere umano (è detto così soltanto ironicamente, specie se è minuto) - una delle punte dello sfilatino o di altro pane di forma oblunga, o del cornetto di pasta dolce CUGELÌSCIU = epiteto o soprannome dato a persona diffamatrice - sincrèsi di cùge (cià la léngua che tàja e cùge) e di lìscia (nel senso di facile) - ascoltata nel 1998 detta da una ragazza di un'altra ragazza CURBÈLO = pesce, ombrina - 20/60 cm., argenteo, strie oblique azzurro cupo, comune da noi, ha carne molto pregiata CURBÈLA = piccola cesta di vimini di forma bislunga, usata dala "tricula" per portare al mercato le verdure e la frutta ERBA SCUREGIÒLA = vilucchio - pianta a foglie alternate in due serie, picciolate, larghe, a forma di freccia verso l'apice - il nome le deriva certamente dal fatto che essa veniva data ai bovini come lassativo, ma va detto che i ragazzini di una volta ne tendevano con le dita una foglia e quindi vi soffiavano forte, producendo un rumore simile al peto DISDUSSÀ = disossare, spolpare - "mé sèntu disdussata/u" è detto da chi si sente debilitato fisicamente - "m'ha disdussàtu" riferita ad una donna, lo diceva l'uomo da lei fiaccato con molteplici rapporti sessuali; lo dice anche un genitore riferendosi ad un suo familiare che gli è costato moltissimo FUDRÉTA = piccola fodera per cuscino - federa GÀNGANU = il perno di ferro su cui si infila e ruota la ghiera di un porta, di una finestra, di uno sportello, di un coperchio di cassa o di cassone INAQUARÌ = allungare con acqua, per lo più il vino - "sei inaquarito cum'él làte" sei proprio uno stupido - "té s'è inaquarito el cervèlu?" sei diventato matto? INCUTIGHITO = diventato rigido come la cotenna di maiale - si dice di persona di poca intelligenza LUMINÈLO = il lucernaio delle scale - la piccola finestra che dà sui tetti (è per lo più quella della mansarda) MANTINÌCHIA = martinetto o martinicca, freno a ceppo azionato da una grossa vite girata con la manovella - il termine ha avuto una mutazione della prima N in R, cioè MARTINÌCHIA - termine proprio del contado di Candia, Montesicuro, Paterno, Sappanico e Gallignano MARMISSE = infreddolirsi - giàciu marmìtu, si dice di persona assai infreddolita, con il corpo o parti del corpo ghiacciati MUNGÀNA = la vitella che inizia ad avere il latte, è detta anche vàca mungàna - da mógne (vernacolo contadinesco) 'NCANNÀ' = incannucciare, sorreggere piante con canne (pomodori, fagiolini, melanzane, ecc.) - il suono della n iniziale è appena percepibile PAPAGNÒCU = la maschera anconitana per eccellenza, creata verso la metà del'800 dal burattinaio anconitano Napoleone Breccia Rumori ed attiva sia come maschera carnevalesca sia come pupazzo per teatrini di burattini fino al 1861, quanto fu abolita (unitamente alla maschera Burlandòto che nelle rappresentazioni ne era la spalla) con decreto del Regio commissario per le Marche Lorenzo Valerio. Da scritti di Giangiacomi e Schiavoni si desumo queste caratteristiche: contadino inurbato, casacca grigia e pantaloni grigi alla zuava, grosso fazzoletto rosso attorno al collo, cappellaccio nero a falde larghe, scarpe grosse , rozzo e burbero, spaccone. La sua arma emblematica è un grosso bastone, che egli rotea in continuazione per punire metaforicamente il malcostume - È anche una commedia in 3 atti di Renato Mele, scritta nel 1979, inedita. PARNÀNZZA = grembiale prevalentemente usato dalla donna, specie per i lavori domestici, rettangolare, solitamente di cotone, che copre il corpo nella parte anteriore dal petto alle ginocchia PIÀTULA = insetto, piattone, pidocchio del pube - seccatore, molestatore asfissiante, persona che si lamenta in continuazione e per lungo tempo (per lo più il bambino) - "ma va' a fa' ride le piàtule" si diceva, più o meno benevolmente, a chi avesse detto una enorme sciocchezza od avesse avuto intenzione di commetterla PIMPIRIMPÌTA-U = agghindata-o, in ghingheri; persona che si dà importanza, che si dà le arie PINCIGARÈLU = pianta e frutto, cardo selvatico. Pianta mediocre, grande e robusta, contenente succhi amari, ricoperta di lanugine biancastra, con foglie grandi acute e spinulose; fino a una sessantina di anni fa proliferava in tutta la zona del Cardeto. Chiamato anche 'scarciòfulo d'i puréti', il ceppo e il fiore, di sapore stomachevole, venivano cucinati in casseruola e costituivano il pranzo o la cena dei più poveri SMUGINÀ = rovistare nelle cose - mescolare, rimescolare cose ZZÌNALE = grembiale simile alla > parnànzza, ma che copre soltanto il petto e lo stomaco |