La sor'Alvira - La visita


"La sor'Alvira - La visita"   composta da quaranta sonetti 

.XXVII.

Ancona

Oh! Stia a sintire: Io sono gentildona,
ma hano ragione fori che potente
il gran matralismo qui d'Ancona
e la grassa ignoranza de la gente...

Ci fato caso, lei? Qu, na persona,
quando si vuol spiegare chiaramente
vi manda a quel paese! E si ragiona
con colpi, sbochi... J piasse un acidente!

Vai dopo pranzo un boconcino fori,
chi ti fano il sordino, chi un arloto,
dicendo: A la faciacia dei signori!

Bruti zzozzi! Trent'ani de galera!
E gli darei di gusto anche un cazzotto,
ma, che vuole?... Il dicoro... L'alta sfera...

.XXXII.

Ultimi complimenti

Come, va via? Da gi ci vuol levare
l'incomido?... ma speti!... Ha visto il pranzo
pronto? Ah, che odore! Venghi ad osservare
che gialezza di brodo!... tuto manzo!

Quanta grazia di Dio! Ce n' d'avanzo
anche pre i porchi... scusi del parlare...
Non dico gi per lei, creda, ma a scanzo
di quivichi, aripeto: vuol restare?

Ho capito! Con lei fadiga persa...
In bene: vadi! Buona passegiata...
Va a casa? Ah, alora: buona permanenza...

Badi a le scale, ch'io ci son cascata
na volta cu 'n signore... Che schifensa!
mi ci son rota il muso... E viciversa...


.I.

I primi complimenti de la sor'Alvira

Si comidi un momento, ma gli pare?
Anzi, sia deto senza alcun rispeto,
quando vuole venirsi ad onorare...
Tienga il capelo, ch'ogi son frescheto...
Noi riceviamo il sabito per fare
pandan con la marchesa di rimpeto...
Anzi, ogi m' venuta a visitare
insieme con la molie del prefeto...
Oh, siam per questo in buone relazioni
coi primi ristrocatichi d'Ancona
e viciversa con le autorit...
Col deputato, poi, siamo amiconi
e il ministero istesso, lui in persona,
manda il bilieto a visita a pap.

.II.
L'anticambera
Ma venghi avanti! Lei ch' tanto amico
di Maso vuol che 'l preghi come i santi ?
Non faci complimenti, quando i dico
che l'incomido  il nostro!... Venghi avanti!
Apena s'entra pare un poco antico...
Oh, mi necorgo... Me lo ha deto tanti...
Ma, vede, st'armoar dove lo fico?
 noce, non son robe dozinanti!
I zzampi pure, lei, se je d un ochio,
sono a Lu Catorze e sta etagera
 d'un stile... che il nome non lo so...
L'insieme  misto... Tuto  a farci l'ochio...
Del resto, pure sul giornale c'era
che stile misto  stile a... racoc...

.III.
La cucina
Venghi oltro e amiri - scusi sa, se mi oso -
che ambiente che ciabiamo per cucina,
con due canele e un logo - ossia latrina -
che vien gi l'aqua col tirargli un coso...
La rola, forse,  un poco picenina;
oh, noi si cuoce senza mai riposo!
Ode, lei, sto profumo apetitoso?
 il tigame con drento una galina.
0gi, per pranzo, in oltre a quel potachio
abiamo sgalopine, un becacino
fracass, da fa' invidia ancora a un prete....
Per sto genere, vede, io me c'impachio...
non mangio pane: ho il male zucherino,
o, come dice il medico, l'abiete...

.IV.
Culinaria
Ie piace a lei, ch'ha fato tante scole,
pastasciuta col cacio che fa il filo,
con regali di pollo, ossia il grigilo?
Oh, io ne vado pazza, cosa vole...
Oh, mica ci penzavo! Io lilo lilo...
Stia con noi! Ci spipiamo due bragiole...
Scialamo!... Vadi l! Come, non pole?
Che tigna! Oh, atente a qui che c' un sgradilo...
Ie piace i folpi? E gi, di quando in quando...
Io son rabita... Maso tira ai gnochi...
Eh gi, l'inclinazione  un po' diversa.
De gustibus, si sa, non  sputando;
e tanto meno, dice il "Re dei Cuochi"
sui cibi, culinaria... e viciversa.

.V.
Il saloto
Questo saloto  tuto raso fino
scifon come pure le poltrone...
E questo qui  pap caribaldino
e queste  le medalie... Tute bone...!
Tuto  redato in stile "napulione"
ma mi anolia, ed adesso che Masino
ha passato di grado in Dirizione
le facio fare in stile "libertino".
Abiam gas a retina gi da un mese,
bench ciabi 'virtito l'inginiere
che lugra molto osigino... Benone!
Or che pap  passato cavaliere,
capir si  gambiato condizione...
Per questo, quindi, non badiamo a spese...!

.XII.
La cambera
Qui, sor Dovilio,  il tlimo da sposa...
Ah! in questo interno non ci manca un filo!...
Piede al leto ci tiengo la dormosa
che al dopopranzo ci faciamo il chilo.
 il nostro nido ... J, quant' graziosa!
Qui Maso  pi filice che tranquilo...
Non guardi, sa, il lavabbo:  stata Rosa
che al brocheto gli ha roto il becorilo...
Qui abiamo tuto: cipria, aqua di cachi,
profumo di Colonia e di Migone,
tintura d'odio e il vaso dei sputachi...
Questo mi costa un ochio:  un bel clistere...
Oh, noi teniamo tuto!... A l'ocasione
sono cose che fan sempre piacere...

.XXXIII.
Musica e canto
La musica, purtropo, d dileto,
dice cul... Ciov!... Dice il detato...
Io, quando canto, vede, ci un difeto
che m'esalto... e mi more in gola il fiato...
Questo proviene, a quanto m'hano deto,
che ci l'organo molto dilicato...
Ma quando canto sembro un augeleto:
fa campanelo tuto il vicinato...
E pur d'invidia al mondo ce n' tropa!
Cantavo, sa: Gran Dio, morir si giovine;
sento una voce in strada che urla: Schiopa!
Bela grazieta!... Questo si guadagna!
Ma gli ha risposto ben di soto un giovine:
E lscela camp, no, pora cagna!

Duilio Scandali - da "La Sor'Alvira - La visita "